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La Gran Bretagna post Brexit vola: tasse al 17%, PIL in crescita e investimenti da urlo

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E’ ufficiale: è arrivato il momento della resa per tutti i detrattori della Gran Bretagna a seguito della questione Brexit
Nonostante l’uscita dell’UE la terra dei Windsor non sembra aver subito alcun tipo di penalizzazione dal punto di vista economico, anzi…
A seguito dell’annuncio del 2016 la GB già presentava una situazione economica in crescita con tutti gli indicatori economici positivi, nonostante tutti i media cercassero di screditare l’uscita del Regno Unito dall’UE e tentassero di terrorizzare in ogni modo i mercati disincentivando gli investitori.

Fare bilanci di sorta a soli tre mesi di distanza dal referendum popolare che ha decretò l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea era però poco significativo. Era però passato troppo poco tempo dall’annuncio e di fatto i dati riflettevano dinamiche anche precedenti al voto a favore dell’uscita dall’UE.

Gli investimenti esteri suolo di Sua Maestà aumentavano dell’11% nell’ultimo anno e le vendite al dettaglio segnavano + 1,4% a luglio del 2016 (che vuol dire + 5,9% su base annua, numeri da boom economico), con richieste di sussidio di disoccupazione scese di 8.600 unità e fiducia dei consumatori aumentata del 5% nei mesi estivi.

In questi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio terrorismo mediatico sull Brexit, con gli organi di informazione totalmente schierati per il “remain”.

Quotidianamente ci raccontavano che potendo rivotare, i britannici avrebbero scelto per restare in UE.

Raccontavano di una Theresa May in difficoltà, poi sostituita da un populista rozzo e cattivo come Boris Johnson che non aveva il consenso da parte dei cittadini.

Ci hanno raccontato che l’ultimo voto sulla Brexit sarebbe stato un ribaltone a favore della permanenza in UE.

Nulla di tutto ciò corrispondeva alla realtà.

Ma oggi, a 3 anni dal referendum del 2016 e dopo la schiacciante vittoria di Johnson di dicembre 2019, come sarà la situazione?

Vediamo insieme alcuni dati

DISOCCUPAZIONE

Il tasso di disoccupazione era rimasto fermo al 4,9%. Si trattava del livello più basso da agosto-ottobre 2005. Nei tre mesi a luglio, il totale dei disoccupati era risultato essere pari a 1,63 mln di unità (-39 mila rispetto al trimestre precedente e -190 mila rispetto allo stesso trimestre del 2015). Nello stesso periodo il numero degli occupati si attestava a 31,77 mln di unità, salendo di 174 mila unità su trimestre e di 559 mila unità su anno e ripetiamo, il tutto con un terrorismo incredibile da parte dei media e con l’annuncio di catastrofi imminenti dal punto di vista economico.

Dalla seconda metà del 2016 sono passati ormai 3 anni e mezzo e un sacco di tira e molla con l’UE su una Brexit senza accordo. Secondo voi, che cosa sarà successo? Udite, udite: l’economia della GB è cresciuta ancora! Secondo gli ultimi dati aggiornati al 21 gennaio 2020 riportati da Milano Finanza, a novembre 2019 si sono registrati 208mila nuovi occupati, ben oltre i 110mila previsti dagli analisti, con un tasso di disoccupazione si attestatosi al 3,8%, stabile rispetto al mese prima, come da attese.

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Questo significa che la Gran Bretagna fuori dall’UE, a differenza di quanto vogliano far credere alcuni terroristi mediatici, vola e fa volare sempre più la sua economia, alla faccia di tutti gli eurocrati nostrani.

fonte: https://www.maipiulasinistraalgoverno.it/2020/01/22/la-gran-bretagna-post-brexit-vola-tasse-al-17-pil-in-crescita-e-investimenti-da-urlo/?fbclid=IwAR0R9D-r2pXM2WRt6N22ibN2ILjV9nbRsuw9fkqhUh-p5J5XRiq6hAK26y4

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