Privacy Policy Cookie Policy Uccide la sorella perché è gay: “Non volevo ucciderla ma era infetta, aveva bisogno di una lezione” - Inedito

Uccide la sorella perché è gay: “Non volevo ucciderla ma era infetta, aveva bisogno di una lezione”

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Michele Antonio Gaglione, residente al Parco Verde di Caivano (Napoli), ha ucciso sua sorella Maria Paola Gaglione perché gay. Quest’ultima si stava frequentando da un po’ di tempo con una ragazza trans che si faceva chiamare Ciro. Il fratello si era opposto dal primo momento a quell’unione fino a provocare la morte della ragazza. “Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma è stata infettata” è quanto l’assassino ha riferito ai carabinieri dopo la tragedia.

Secondo una ricostruzione della vicenda il giovane ha inseguito e speronato la sorella per parecchi minuti nel tentativo di spaventarla e farla cadere dal mezzo. Sullo scooter c’era anche Ciro, il suo compagno, e quando Maria Paola ha impiegato di corsa la curva ha perso l’equilibrio. Mentre Ciro è caduto sul selciato, lei ha incontrato come ostacolo un tubo per l’irrigazione che le ha tranciato la gola: non c’è stato niente da fare e la giovane è morta sul colpo.

Il fidanzato, invece, è ora ricoverato in ospedale a causa delle ferite riportate. Secondo alcune fonti, mentre la sorella era morta, Michele Antonio Gaglione si è fiondato su Ciro per picchiarlo e malmenarlo, ancora non soddisfatto del male che gli aveva già inferto.

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