Privacy Policy Cookie Policy “Un mese di lockdown nazionale unica soluzione per frenare i contagi”, l’epidemia è fuori... - Inedito

“Un mese di lockdown nazionale unica soluzione per frenare i contagi”, l’epidemia è fuori…

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L’ aumento dei contagi non vuole arrestarsi; si registra un aumento del 108% dei decessi e dell’89% di nuovi casi in una settimana. Se da un lato introdurre un nuovo lockdown nazionale provocherà delle gravi ripercussioni sul sistema economico, non attuarlo causerà l’inevitabile congestionamento del sistema ospedaliero. I dati, provenienti dalle analisi della Fondazione Gimbe, dimostrano che le misure dei Dpcm non sono sufficienti.

Il premier Giuseppe Conte, invece, continua a sottolineare che bisogna attendere ancora 15 giorni per assistere ai primi risultati e vedere gli effetti dei dpcm su contagi e ricoveri. A tal proposito Agostino Miozzo, capo del Comitato tecnico scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato: “Fra due settimane sapremo se abbiamo raggiunto il limite non compatibile e si deve passare ad un intervento più radicale come quello che abbiamo già dolorosamente sperimentato a marzo e aprile. Solo con il rispetto rigoroso delle regole, il lockdown potrà essere ricordato come una brutta esperienza del passato”.

D’altra parte c’è chi considera folle attendere il 9 novembre, quando l’epidemia Coronavirus in Italia è ormai fuori controllo. “Senza immediate chiusure locali – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – servirà un mese di lockdown totale“.Per far propria questa consapevolezza basta osservare i numeri. Nella settimana che va dal 21 al 27 ottobre, come riporta Today.it, “c’è stato un incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi (130.329 vs 68.982), in parte per l’aumento dei casi testati (722.570 vs 630.929), ma soprattutto per il netto incremento del rapporto positivi/casi testati (18% vs 10,9%). Crescono di oltre 112mila i casi attualmente positivi (255.090 vs 142.739) e, sul fronte degli ospedali, si rileva un costante aumento dei pazienti ricoverati con sintomi (13.955 vs 8.454) e in terapia intensiva (1.411 vs 870). Più che raddoppiati i decessi (995 vs 459) .

Mantenendo questi trend di crescita – sostiene Enrico Bucci, professore aggiunto Shro alla Temple University – all’8 novembre si stimano 31.400 ricoverati con sintomi e 3.310 in terapia intensiva. Numeri che potrebbero ridursi per l’eccesso di letalità da sovraccarico ospedaliero. Si assisterà, quindi, ad un incremento del tasso di mortalità dovuto non solo al virus ma anche alla cancellazione di interventi chirurgici programmati e prestazioni sanitarie. Cartabelotta aggiunge: “Vero è che sono state introdotte progressive restrizioni da parte di Governo e Regioni, ma il loro effetto sulla flessione della curva dei contagi sarà minimo, sia perché le misure non sono state ‘tarate’ su modelli predittivi a 2 settimane, sia perché le blande misure dei primi due Dpcm sono già state neutralizzate dalla crescita esponenziale della curva epidemica”. Sempre secondo il report di Gimbe, infatti, le misure introdotte a partire dal 24 ottobre porteranno in 14 giorni ad una riduzione “totalmente insufficiente” del valore di Rt di circa il 20-25%. Secondo la fondazione le decisioni che il Governo sta prendendo adesso, prendono in considerazione uno scenario che risale a circa un mese fa, mentre la diffusione del virus avanza a velocità inimmaginabili.

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