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ULTIM’ORA: E’ MORTO GIGI PROIETTI

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Gigi Proietti morto a Roma nel giorno degli 80 anni: Mattatore del teatro italiano, fatale un attacco cardiaco

Gigi Proietti è morto. Oggi avrebbe compiuto 80 anni. Il noto attore romano è deceduto a Roma nella clinica Villa Margherita intorno alle 5.30. Le sue condizioni si erano aggravate ieri sera. Proietti era ricoverato da 15 giorni per problemi cardiaci. «Nelle prime ore del mattino è venuto a mancare all’affetto della sua famiglia Gigi Proietti». Ne danno comunicazione la moglie e le figlie del noto attore romano. «Nelle prossime ore daremo comunicazione delle esequie», dicono Sagitta, Susanna e Carlotta. Era ricoverato da due settimane nella clinica romana Villa Margherita per gravi problemi cardiaci. Ieri le sue condizioni sono peggiorate e nella tarda serata è stato sedato. Fino a tardi sono rimasti accanto all’attore la moglie e le due figlie, ma intorno alla mezzanotte hanno lasciato la clinica. Numerosi i tweet di personaggi famosi e di politici che hanno augurato all famoso attore una pronta guarigione.

La carriera
Un uomo, non un intellettuale, che racconta «l’allegria di allora, impastandola a quella di oggi. Ma senza nostalgia, per l’amor d’Iddio. No, semmai con la gioia per un passato che la mente riscrive come vuole, come un sogno ricorrente che, negli anni, abbiamo imparato a controllare». Gigi Proietti – morto nelle prime ore del mattino in una clinica romana in seguito ad un attacco cardiaco – presentava così la sua vita, lo aveva fatto parlando della sua autobiografia, intitolata ‘Tutto sommato – Qualcosa mi ricordò, (Rizzoli). E se lui ricordava qualcosa l’Italia ricorda moltissimo dell’eterno Mandrake di Febbre da cavallo (o se preferite, Il maresciallo Rocca della tv e il Gastone teatrale) che dall’Accademia al teatro d’avanguardia, dal teatro Tenda al varietà e alla tv ha attraversato oltre mezzo secolo di spettacolo italiano.

È arrivato ad ottant’anni – li ha compiuti oggi il 2 novembre – con una storia ricca, di vero attore, di maestro di tecnica, di personaggio di grande ironia e carisma, amatissimo dal pubblico più evoluto come dalla grande platea degli spettatori televisivi. Un personaggio pubblico, quindi, ma che ha sempre difeso la sua vita privata fino all’ultimo, nei momenti positivi e in quelli negativi come il ricovero in terapia intensiva della notte prima dei suoi ottanta, in piena era covid, ma per un attacco di cuore che non era il primo.

Nato a Roma il 2 novembre 1940, appassionato musicista e cantante fin dalla giovinezza, durante l’università si avvicina al teatro sperimentale. Nel ’66 debutta sul grande e sul piccolo schermo nel ruolo di un maresciallo dei carabinieri, per ironia della sorte trent’anni dopo interpreterà lo stesso personaggio con straordinario successo nella serie tv ‘Il maresciallo Roccà. Il primo ruolo da protagonista al cinema glielo darà Tinto Brass nel ’68 nel suo film ‘L’urlò. Il primo vero successo per Proietti arriva però nel 1970 quando viene improvvisamente chiamato a sostituire Domenico Modugno, che aveva avuto un incidente, nella parte di Ademar nella commedia musicale di Garinei e Giovannini ‘Alleluja brava gentè. Nel 1967 sposa un’ex guida turistica svedese, Sagitta Alter, dalla quale ha due figlie: Susanna e Carlotta, anche loro attrici.

Da allora, la sua carriera è una serie di successi a teatro, al cinema e in televisione. È anche doppiatore , tra gli altri di Marlon Brando, Robert De Niro, Dustin Hoffman ma anche del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin («molto divertente ma faticoso») fino a Enzo, il saggio golden retriever protagonista di Attraverso i miei occhi. Poi regista e poeta teatrale. In circa 50 anni di attività ha così collezionato 33 fiction, 42 film, 51 spettacoli teatrali di cui 37 da regista, oltre ad aver registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche.

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Una carriera teatrale, da A me gli occhi please, passando per Shakespeare, che aveva riassunto in uno spettacolo Cavalli di battaglia scelto per festeggiare nel 2016 i suoi 50 anni in scena coronati dalla direzione quindicennale dell’elisabettiano Globe Theater di Roma. Anche se molto prima la sua scuola, e la sua vocazione di maestro, si era espressa al Brancaccio, di cui fu direttore dal1978, insieme a Sandro Merli, per dare vita ad una fucina di talenti tra cui figurano Flavio Insinna, Chiara Noschese, Giorgio Tirabassi, Enrico Brignano, Massimo Wertmuller, Paola Tiziana Cruciani, Rodolfo Laganà, Francesca Reggiani, Gabriele Cirilli e Sveva Altieri. Attori che come lui sanno attraversare i generi e che hanno conquistato il cuore del pubblico televisivo come ha fatto Proietti, prima come conduttore (suo un Fantastico 4 nel 1983) poi come protagonista di fiction fortunatissime come Il Maresciallo Rocca, arrivata a conquistare anche 16 milioni di telespettatori, poi L’avvocato Porta sempre uscito dalla penna di Marotta e Toscan, Una pallottola nel cuore e molto altro.

«Raccontare la propria vita non è cosa da tutti – scrisse sempre nella sua autobiografia – Certo, chiunque può ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l’odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l’allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi come li spieghi a chi non c’era? I ‘faccio un goccio d’acquà sui muri ancora freschi di calce, la partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali, le chiacchiere dei disoccupati… Tutto questo, come puoi farlo rivivere in chi legge?», per arrivare a concluder che «forse non è stato neppure come lo ricordi tu, perchè nel ricordo hai enfatizzato qualcosa, e qualcos’altro hai rimosso». ùOra nel bellissimo cameo del Mangiafuoco nel Pinocchio di Garrone, tornerà ancora una volta al cinema, si proprio lui che si lamentava sempre di aver fatto in fondo pochi film, con Marco Giallini e la regia di Edoardo Falcone in «Io sono Babbo Natale» annunciato, sempre che i cinema riescano a riaprire, per il 3 dicembre. E saluterà come piaceva a lui, in commedia.

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