Privacy Policy Cookie Policy Una madre caccia di casa il figlio di 30 anni perché è pigro: passa tutto il giorno seduto sul divano a giocare ai videogiochi e lui la denuncia - Inedito

Una madre caccia di casa il figlio di 30 anni perché è pigro: passa tutto il giorno seduto sul divano a giocare ai videogiochi e lui la denuncia

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Per dare uno scossone alla sua vita, una madre caccia di casa il figlio di 30 anni reo di essere troppo pigro e di poltrire tutto il giorno.

Come lezione di vita, motivata da buoni propositi nei confronti di suo figlio, questa mamma ha cercato di spingere il figlio a darsi una svegliata.
Christian, che ha 30 anni, vive a casa di sua madre nel quartiere di La Polvorilla in Messico, e per lungo tempo ha condotto un’esistenza inoperosa, passando tutto il giorno seduto sul divano del soggiorno a giocare ai videogiochi.

Stanca della situazione, ha deciso di prendere una posizione ferma così questa madre caccia di casa il figlio di 30 anni.

Caccia di casa il figlio di 30 anni e lui risentito denuncia la madre
Per buttare fuori di casa Christian è ricorsa a scope e secchi d’acqua. Il figlio, offeso dalla reazione della madre si è vendicato recandosi presso l’ufficio del procuratore generale di Città del Messico per denunciarla.

Dopo questa decisione ha anche ribadito che sarebbe tornato a casa della sua famiglia.

Caccia di casa il figlio di 30 anni e lui risentito denuncia la madre
La madre, che caccia di casa il figlio di 30 anni, da parte sua ha raccontato di aver chiesto aiuto ad un parente per far uscire suo figlio di casa, dal momento che madre e figlio avevano un brutto rapporto da tempo a causa del suo stile di vita accidioso.
Questa condizione che riguarda i figli adulti che si trovano nella stessa situazione di Christian è alquanto diffusa in tutto il mondo, a causa di diversi fattori.

Per identificare quello che ha assunto i contorni di un vero fenomeno sociale si parla di Neet (acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training).

Si fa riferimento con questa definizione a quei giovani che non studiano e non lavorano, identificando quella che viene etichettata come la “generazione perduta”.

Nel nostro Paese una simile condizione è molto diffusa, non solo come problema che si viene ad evidenziare nel periodo di transizione tra formazione e professione.

Una storia comune quella della madre che caccia il figlio di casa, che è però finita con una denuncia di cui non si conoscono i risvolti.

Per quanto riguarda casi simili a quelli con protagonista la madre che caccia di casa il figlio di 30 anni, la Corte Suprema italiana ha stabilito nell’agosto 2020 che nessun genitore è obbligato a mantenere i propri discendenti adulti.

Quindi i figli in età adulta devono cercare lavoro non appena finite le scuole superiori.

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