Privacy Policy Cookie Policy MIGRANTE ESPULSO DA SALVINI E TORNATO IN ITALIA: “QUI MI MANTENGONO I BUONISTI” - Inedito

MIGRANTE ESPULSO DA SALVINI E TORNATO IN ITALIA: “QUI MI MANTENGONO I BUONISTI”

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Se le nostre città vivono sempre più nel degrado di un immigrazione parassitaria, lo dobbiamo in primo luogo ai buonisti.

Alcuni di loro, come ad esempio il povero prete di Como, subiscono direttamente le conseguenze delle proprie folli smanie di accoglienza. Ma la maggior parte danneggia solo la collettività.

Sono gli stessi immigrati a spiegarci perché vivono nelle nostre città.

Come Mihai Mezei, l’immigrato che aveva trasformato un angolo di Trieste nella sua camera da letto, diventato il clochard più conosciuto d’Italia dopo che il vicesindaco leghista Paolo Polidori aveva ‘osato’ gettare nelle immondizie le sue coperte, scatenando la furia inconsulta dei radical chic.

Rimandato in Romania da Salvini, era tornato su un treno con l’avvento del nuovo governo. Di nuovo a Trieste. Perché non ci sono più frontiere tra noi e la Romania. E senza frontiere, le imprese vanno dove costa meno il lavoro, in Romania, mentre i parassiti vengono tutti qui.

Ma anche perché qui li attende una pletora di deficienti buonisti.

Il cinquantottenne, dopo essere stato raggiunto da un divieto di rientro nel comune di Trieste per 3 anni e da un decreto di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di pubblica sicurezza, nel gennaio del 2019 era stato fatto salire su un pullman e rispedito nel suo Paese di origine. Ma dopo 10 mesi, sparito Salvini dal Viminale, era tornato.

E aveva spiegato: «Adesso in Romania arriva il freddo, un freddo difficile da sopportare per un senzatetto – ha raccontato ieri giustificando il suo ritorno a Trieste –. Qui il clima è più mite e trovo persone che mi aiutano. Mentre nel mio Paese non ho nessuno e lì mi vergogno a chiedere la carità». Da noi non si vergogna.

«Vorrei restare qui, conto su quanti (gli idioti della sinistra locale ndr…) lo scorso gennaio, portando delle coperte in via Carducci, mi hanno espresso la loro solidarietà. Tornerò proprio in quel tratto di via Carducci, perché lì quelle stesse persone possono riconoscermi e darmi un aiuto».

I romeni sono comunitari, possono restare in Italia come fossero italiani. Vi sembra normale? E’ come se il vostro vicino potesse vivere in casa vostra a suo piacimento. Questo è la Ue: le nostre imprese in Romania, gli zingari e i parassiti romeni in Italia. Scambio equo.

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Ma i parassiti prosperano da noi perché ci sono i buonisti. Dobbiamo disarmare i buonisti.

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