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16enne si suicida dopo aver rotto il cellulare di famiglia: non poteva più seguire le lezioni …

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Rompe l’unico cellulare di famiglia: 16enne si suicida perché non può seguire più le lezioni online

Ottobre 28, 2020

L’emergenza Covid-19 sta acuendo le distanze sociali: se da un lato c’è chi può trascorrere in maniera serena un lungo periodo in quarantena, dall’altro c’è chi a stento riesce ad arrivare a fine mese. Chi combatte ogni giorno contro la fame, o per non perdere i propri diritti, come quello all’istruzione. La terribile notizia giunge dall’india, dove un ragazzo di 16 anni si è tolto la vita dopo aver rotto causalmente il cellulare di famiglia, l’unico strumento a sua disposizione per seguire le lezioni online.

Rohit Varak si è ucciso, divorato dal senso di colpa, per aver privato anche i suoi fratelli del diritto ad istruirsi, a migliorarsi, a studiare. Per noi è impensabile credere che una famiglia non abbia a disposizione 35 euro per riparare uno smartphone, per noi è difficile se non impossibile immaginare le disastrose condizioni economiche della famiglia del ragazzo. Il papà di Rohit fa l’autista di autobus, settore pesantemente colpito dalle misure anti-contagio, e per loro ed una buona fetta (se non la maggioranza) degli abitanti dello stato occidentale di Goa, l’istruzione è un lusso.

Secondo uno studio a campione, infatti, quasi il 30% dei bambini indiani non ha avuto accesso a lezioni o attività di apprendimento da quando sono state avviate misure di blocco in India il 25 marzo scorso. La storia del sedicenne, quindi, non è un episodio isolato e non è l’eccezione ma la regola. Il Coronavirus non è più soltanto un problema di salute ma anche di tasche, anche di cuore.

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