Privacy Policy Cookie Policy Cosa sappiamo finora sulla rapina in gioielleria con due morti a Grinzane Cavour - Inedito

Cosa sappiamo finora sulla rapina in gioielleria con due morti a Grinzane Cavour

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“Non provo niente. Mi spiace sia successo un fatto così, è molto brutto, ma o io o loro”. Mario Roggero, 66enne sposato e con quattro figlie, ha parlato così della tentata rapina avvenuta ieri pomeriggio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, ai danni della sua gioielleria, a seguito della quale ha ucciso due rapinatori a colpi di pistola, ferendone un terzo. Quest’ultimo, inizialmente in fuga nelle campagne intorno al paese e ferito ad una gamba, si è presentato nella notte all’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, dove si trova ora piantonato dai carabinieri in stato di fermo, a disposizione degli inquirenti. I due uomini uccisi sono Andrea Spinelli, 45enne di Bra, e Giuseppe Mazzarino, 58enne di Torino. L’arrestato è un 34enne di Alba. Entrambi i malviventi deceduti avevano dei precedenti.

“Con la mano destra ho aperto la cassa, con la sinistra il cassetto in cui sapevo che c’era la mia arma – ha raccontato il gioielliere – e simultaneamente ci siamo trovati uno puntato contro l’altro. Ho dovuto… poi sono scappati”. Mario Roggero ha commentato l’accaduto anche su Facebook, con una citazione di Albert Einstein: “Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano”.

La tentata rapina a Grinzane Cavour: Mario Roggero è indagato

Il gioielliere è stato interrogato a lungo dal pm Davide Greco della procura di Asti, che coordina le indagini, nella caserma dei carabinieri di Alba, città dove vive. Ha dato la sua versione dei fatti, ammettendo di essersi ritrovato in una situazione estrema, con una colluttazione e un faccia a faccia con gli uomini armati. “Ho dovuto scegliere tra la mia vita e la loro, ora ho fiducia nella magistratura”, ha aggiunto. Roggero è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Asti per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa. Si tratta di un atto dovuto per poter consentire alcuni accertamenti irripetibili, come le consulenze autoptica e balistica.

Stefano Campanello, il legale che difende il titolare della gioielleria, ha detto che si tratta di “un momento difficile per il mio assistito, straziato da quanto successo e per essersi trovato in una situazione drammatica”. L’avvocato ha aggiunto di non aver ancora ricevuto l’avviso di garanzia, “ma il mio assistito ritiene comunque di aver fatto quanto necessario per salvare la sua vita e quella dei suoi familiari, è molto scosso”.

La pistola finta

Sono stati attimi di terrore quelli che si sono succeduti ieri pomeriggio, intorno alle 18.30, a Grinzane Cavour nella centrale via Garibaldi, lungo la provinciale che collega Alba e Barolo. Almeno cinque i colpi di pistola esplosi contro i malviventi, che sono morti a pochi metri dall’ingresso del negozio, uno in mezzo alla strada, l’altro all’angolo con una via laterale. Le due vittime sono rimaste per lunghi minuti a terra, in strada, prima dell’arrivo dei carabinieri della compagnia di Alba, ora al lavoro per ricostruire con esattezza quanto accaduto.

Una cosa è certa: la pistola usata dai tre rapinatori era finta, un’arma giocattolo, ma a quanto pare sarebbe stata priva del tappino rosso che la rendesse riconoscibile come tale. Secondo una prima ricostruzione, i tre – armati di un coltello e della pistola poi risultata finta – avrebbero minacciato di morte il gioielliere, la moglie e la figlia, una colpita con un pugno e l’altra immobilizzata con fascette da elettricista, facendosi in tal modo consegnare numerosi gioielli. Al tentativo di appropriarsi anche del denaro in cassa, il titolare ha reagito sparando con la pistola legittimamente detenuta.

Le indagini della procura di Asti

Alberto Perduca, procuratore di Asti che coordina le indagini dei carabinieri della compagnia di Alba e del Nucleo investigativo di Cuneo, ha detto che gli approfondimenti investigativi “proseguono al fine di chiarire l’esatta dinamica degli eventi, dando il massimo delle garanzie di partecipazione alle indagini a tutte le parti coinvolte”. Il procuratore ha spiegato che nelle immediatezze del fatto, oltre ai rilievi tecnici eseguiti dal personale dell’Arma, il pm e i militari hanno sentito il titolare della gioielleria, la moglie, la figlia nonché altre persone testimoni del fatto: “Sono in corso di acquisizione le immagini delle videocamere funzionanti nell’area. Nelle prossime ore verrà dato incarico di consulenza autoptica e balistica”.

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Numerosi gli attestati di solidarietà che in queste ore stanno arrivando al gioielliere sui social. Silvia Roggero, una delle quattro figlie del gioielliere che ieri ha reagito al tentativo di rapina, scrive in un lungo post su Facebook: “Ieri la mia famiglia è stata coinvolta in un evento molto spiacevole. Il gioielliere di Gallo Grinzane che ha ucciso due rapinatori su tre per legittima difesa è mio padre. Nella difficoltà voglio rimanere aperta e fiduciosa, lucida e forte”. In un altro post la donna dice di avere piena fiducia nella giustizia e ringrazia “le persone che dai balconi hanno applaudito mio papà che ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte a un’arma da fuoco puntata con minacce di morte e di aggressione”.

La rapina nel 2015

La gioielleria di via Garibaldi a Grinzane Cavour aveva già subìto una rapina alcuni anni fa. Era il 22 maggio del 2015 quando due banditi, uno dei quali travestito da donna, si erano introdotti nel negozio, dove avevano legato il titolare con delle fascette di plastica dopo averlo picchiato con violenza. Legate anche la moglie e la figlia, chiuse in bagno, prima di scappare con un ricco bottino di gioielli e di orologi di circa trecentomila euro. A dare l’allarme erano state le due donne, dopo essere riuscite a liberarsi. Per guarire dalle ferite Mario Roggero impiegò diverse settimane. Alcuni mesi dopo, grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che avevano ripreso l’auto usata per la fuga, due rapinatori erano stati arrestati.

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